Comune di Reggio Calabria

pubblicato 2020/11/27 14:34:00 GMT+2,

Reggio Calabria

Reggio di Calabria; (Rìggìu in dialetto reggino; Righi in greco dì Calabria), comunemente nota come Reggio Calabria, è un comune italiano di 173.873 abitanti capoluogo dell'omonima città metropolitana, in Calabria.

Primo comune per popolazione e unica città metropolitana della Regione, oltreché sede del Consiglio Regionale della Calabria, è capofila della cosiddetta Grande Reggio, agglomerazione urbana che raccoglie i vari comuni della sponda calabrese dello stretto di Messina.

Insieme all'area metropolitana di Messina, rappresenta il cuore dell'area metropolitana dello Stretto, una conurbazione frutto della continuità urbana, forte integrazione sociale ed economica tra i comuni delle due sponde dello stretto.

Reggio Calabria possiede un museo archeologico nazionale, uno tra i più importanti in Italia, custode delle più importanti collezioni di reperti della Magna Grecia e dei Bronzi di Riace, divenuti tra i suoi simboli identificativi.

Città più antica della Calabria greca, nonostante la sua storia trimillenaria - Pnyiov fu un’importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, conseguente alla ricostruzione operata all'Indomani dei catastrofici eventi sismici del 28 dicembre 1908, i quali distrussero gran parte dell’abitato.

Geografìa fìsica

«lo canto Reggio, l'estrema città dell'Italia marina / che si abbevera sempre all'onda di Trìnacria» (da una poesia elogiativa di Ibico, tratta dall'Antologia Palatina).

Il territorio comunale si sviluppa lungo la costa orientale dello stretto di Messina per circa 32 km e verso est, da mare a monti, per altri 30 km circa, con zone dì mezza costa, collinari e montuose. La città occupa complessivamente una superficie di 236,02 km2 e si estende da un livello altimetrico minimo di 0 metri a un massimo di 1 803 m s.l.m.

il centro storico è stato ricostruito a un'altitudine media di 31 m s.l.m. lasciando la parte costiera più bassa libera da costruzioni civili data l'eccessiva prossimità al mare che durante il maremoto del 1908 comporto migliaia di morti. L'intera costa antistante il centro storico è stata dunque livellata su tre volumi, via marina bassa, via marina alta e striscia botanica. Geograficamente il nucleo principale è compreso tra la fiumara dell'Annunziata (nord) e la fiumara del Calopinace (sud), mentre il restante territorio comunale si sviluppa da Catona (nord) a Bocale (sud).

A ovest la città si affaccia sullo stretto di Messina, braccio di mare di circa 3,5 km che la separa da Messina, sponda occidentale dello stretto. Insieme le due città formano l'Area metropolitana dello Stretto.

Localizzazione

Reggio è situata sulla punta dello "stivale", alle pendici dell'Aspromonte e al centro geografico del Mediterraneo, gode di un panorama unico al mondo che permette di scorgere chiaramente le coste siciliane e l'Etna, e finanche dalle sue alture le Isole Eolie.

Nella frazione di Bocale la città è attraversata dal 38° parallelo, dove è stato eretto un obelisco con un monolite di marmo di Carrara, sul cui retro è inciso:

Questo dono marmoreo

Frammento ed emblema della tema Apuana

Nell'abbraccio di Reggio Calabria, Atene, Smime,

Seul, San Francisco, Cordova Città tutte poste su questo parallelo 38°

Auspica

Orizzonti di pace Nell’operare della cultura

(Carrara 67 Congresso Internazionale Reggio Calabria 68 - Società Dante Alighieri - 2 settembre 1987).

Nell'area metropolitana, precisamente nel comune di Brancaleone, si colloca anche il luogo più a meridione d'Italia, il Promontorio di Eracle, oggi Capo Spartivento dove è stato costruito nel 1867 il Faro di Capo Spartivento, a 64 m s.l.m. con una lanterna visibile fino a 22 miglia nautiche.  

Risorse del territorio 

Il territorio è caratterizzato da una particolare fertilità dovuta all'abbondanza di acqua, il solo territorio metropolitano è attraversato da sette fiumare, e dal clima mite, nonostante l'orografia sia per lo più collinare e montuosa a strapiombo sul mare, aspetto che ha favorito le coltivazioni a terrazzamento e la lavorazione delle colture alberate che si adattano facilmente a qualsiasi terreno e svolgono al contempo una funzione drenante dell'erosione del territorio. 

Nell'estremo nord della provincia si estende la vasta piana di Gioia Tauro dove è particolarmente diffusa la coltivazione dell'olivo, inoltre sulla costa negli anni 1970 è stato costruito il Porto di Gioia Tauro, infrastruttura industriale e logistica fondamentale al collegamento tra Europa e Mediterraneo. 

In esso è convogliata buona parte del settore dei trasporti navali merci, il retroporto ospita diverse attività industriali collegate e no alle attività portuali ed è sede dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro, che coordina i porti di Gioia Tauro, Corigliano, Palmi e Crotone.

Lungo la fascia costiera meridionale si sviluppano agrumi, vite e in particolare gli alberi di bergamotto, agrume aspro la cui essenza sta alla base di molte preparazioni profumiere. Trattasi di prodotto DOP dai molteplici usi che è controllato dal Consorzio di tutela del Bergamotto di Reggio Calabria dal 1931 ed è oggetto di studio costante dalla Stazione Sperimentale per le Industrie dell'Essenze e dei Derivati degli Agrumi, istituita nel 1918 per lo studio delle essenze e derivati degli agrumi e i suoi vari usi.

Negli anni 1950 gli studi della Stazione raggiunsero il massimo splendore e la città ospitò per diversi anni la Fiera internazionale delle attività agrumarie e delle essenze e degli olii e nel centro cittadino si sviluppava il Parco della Fiera agrumaria, struttura dedicata allo svolgimento della fiera.

Negli anni successivi il mutare del contesto internazionale e la miopia della classe impreditoriale e amministrativa locale ha visto la perdita sia della fiera in favore della Spagna, sia il mutamento delle strutture attinenti, il Parco venne trasformato in area verde con l'ubicazione dì alcune strutture sportive cittadine ed è in parziale abbandono. Mentre le strutture fieristiche furono delocalizzate nel quartiere di pentimele, adiacenti alla stazione metropolitana e oggi sono completamente abbandonate. La stessa Stazione sperimentale ha perso il controllo del Museo del Bergamotto, trasferito nel mercato coperto cittadino.

Segno tangibile di archeologìa industriale si rivengono nel quartiere di San Gregorio, a ridosso della città, dove è ancora oggi visibile la Chimica Arenella, uno stabilimento industriale abbandonato che produceva acido citrico dall'olio essenziale di bergamotto. Inoltre, in pieno centro cittadino, affacciati sull’argine sinistro del fiume Calopìnace vi sono i resti della ex fabbrica di bergamotto Vilardi, ulteriore segno tangibile del passato industriale cittadino.

Sempre nella costa meridionale è particolarmente diffuso l’albero di gelso, pianta essenziale in passato per la produzione della seta, essendo i suoi frutti il nutrimento preferito dai bachi. In passato la città ospitava diverse fìlande nella zona di Villa San Giovanni e a partire dal 1600 era fortemente rinomata per la qualità dei tessuti esportati nel resto del continente e la grande quantità produttiva che era espressione di sistema industriale avanzato.

La bachicoltura e l’intiera filiera produttiva della seta entrò in profonda crisi nella seconda metà del Novecento fino ad azzerarsi con la scoperta delle fibre sintetiche e la modifica delle tecniche produttive.

Ulteriore risorsa del territorio è rappresentata dal turismo essendo la città al centro di un'area storico culturale antichissima, dove ad esemplo gli studiosi collocano l’incontro di Odisseo con i mostri mitologici Scilla e Carìddi, descritti da Omero. Nonostante i diversi terremoti devastanti che hanno cancellato alcune delle vestigia cittadine, sono numerosissime le testimonianze del passato ancora visibili.

Morfologia del territorio

Il territorio comunale della città fa parte del bacino di Reggio Calabria, una struttura di tipo graben delimitata da faglie di tipo normale e dalle horst di Campo Piale a nord e dell'Aspromonte a est. La città si estende su una superficie prevalentemente di tipo alluvionale e deltizia creatasi dal deposito di sedimenti trasportati dalle numerose fiumare che solcano il territorio. Il sistema collinare è costituito da sedimenti sabbiosi a media pendenza fino ad arrivare alle pendici dell'Aspromonte di natura cristallino-metamorfica paleozoiche mentre il litorale costiero si sviluppa con andamento relativamente sinuoso ed è contraddistinto da sporgenze e rientranze in corrispondenza dei corsi d'acqua.

Idrografia

L'intero territorio comunale è solcato da fiumare e torrenti, che si presentano come greti in secca per la maggior parte dell'anno e si trasformano invece in corsi d'acqua impetuosi in occasione di eventi meteorici eccezionali. In passato, non sono stati infrequenti le esondazioni e gli allagamenti. La provincia è attraversata da diverse fiumare e torrenti, nel solo territorio cittadino vi sono sette fiumare, lungo l'asse nord-sud.

Le fiumare di Reggio

In città, le sette principali sono:

  • Fiumara Catona con l'affluente torrente Rosali;
  • Fiumara Gallico con l'affluente torrente San Biagio;
  • Torrente Scaccioti, che fa da confine naturale tra i quartieri di Gallico e Archi;
  • Torrente Torbido, da non confondere con l'omonimo fiume Torbido, che attraversa trasversalmente il quartiere di Pentimele ed è sovrastato dal viadotto autostradale Torbido;
  • Fiumara dell'Annunziata, antico confine nord della città, oggi è interamente interrata e scorre sotto tre importanti arterie cittadine: il viale della libertà, piazzale della libertà e viale Boccioni. La sua foce è nei pressi del Lido comunale e si incrocia con la foce del torrente Caserta;
  • Torrente Caserta, anch'esso integralmente interrato, scorre sotto via Roma, da cui prende il nome il Parco Caserta;
  • Torrente Orangi, intubato, alimentava il fossato del Castello Aragonese e scorreva anticamente nella parte alta della città lungo la via Trabocchetto facendo un'ansa lungo l'attuale via del Salvatore immettendosi nel fossato dove adesso è piazza Orange;
  • Fiumara Calopinace, conosciuta in passato come fiume Apsias, era il confine sud dell'abitato. È attraversata da diversi ponti, è il principale svincolo autostradale cittadino ed è dotata di alti argini in cemento armato che in caso di piena ne arginano l'esondazione. Il tracciato e la foce sono stati parzialmente modificati nel cinquecento per consentire la costruzione del castelnuovo a difesa della città, intervento che causo l'inabissamento di Punta calamizzi, la distruzione dell'antico monastero basiliano ivi ubicato, della fortezza stessa e del porto naturale della città;
  • Fiumara Sant'Agata, parzialmente canalizzata, per un tratto è interrata e sovrastata dalla pista di atterraggio dell'Aeroporto dello Stretto;
  • Fiumara Armo, che è interrata per un breve tratto in favore dell'aeroporto;
  • Torrente Bovetto;
  • Fiumara Valanidi, che con la sua foce divide in due il quartiere di San Gregorio;
  • Torrente Pernasiti, affluente.

Nella provincia:

Fiumara di Macellari;

  • Fiumara di Sant'Antonio;
  • Fiumara San Giovanni;
  • Fiumarella Lume.

Storia

Età Antica

Tra le più antiche città d'Europa, l'antica Rhegion è una delle più antiche colonie greche fondata in Italia meridionale verso la metà dell'VIII secolo a.C. (intorno al 730 a.C.) da genti calcidesi e messeniche.

Il sito dove fu fondata la città era già abitato dagli Ausoni, ricordati da Diodoro Siculo e dagli Enotri citati da Dionigi di Alicarnasso e da Strabone, la cui presenza è attestata dal rinvenimento di tombe in loco. Secondo il mito, fu l'oracolo di Delfi a indicare loro il luogo dove fondare la nuova città: «.Laddove l'Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone»

(Diod. VIII ,23; Strab. VI, 1,6; Her.Lem., Cost. 25; Dion.Hal., Excerpta XIX,2).

Il toponimo, similmente a Roghudi e Riace, viene interpretato come derivato da “Ruha ake”, luogo del vento nelle lingue sumero-accadiche (G. Tripodi, Atti Accad. Peloritana dei Pericolanti, 2012). L'antichità del toponimo è sostenuta da quella del fiume Apsias, derivata da Apsu, l'acqua primordiale nelle religioni mesopotamiche.

Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo nel V secolo a.C. una notevole importanza politica ed economica sotto il governo di Anassila che giunse a controllare entrambe le sponde dello Stretto. La polis ottenne un grande pregio artistico-culturale grazie alla sua scuola filosofica pitagorica e alle sue scuole di scultura e di poesia nelle quali si formeranno artisti come Pitagora da Reggio e Ibico.

Divenne alleata di Atene nella guerra del Peloponneso e successivamente fu espugnata dai siracusani di Dionigi I nel 387 a.C. Città autonoma nelle istituzioni governative, Rhegium fu importante alleata e socia navalis di Roma.

Successivamente in età imperiale divenne uno dei più importanti e floridi centri dell’Italia meridionale, essendo tra l'altro sede del Governatore della Regio III Lucania et Bruttii (Regione di Lucania e Bruzio). Era inoltre il capolinea della Via Capua-Rhegium che la collegava a Capua in Campania e attraversava tutto il versante tirrenico meridionale della penisola.

Dal Medioevo all’ottocento

Con la fine dell'impero Romano d'Occidente, divenne roccaforte dell'impero Romano d'Oriente e delle cultura greca in Italia. In epoca tardo antica, dopo la riconquista d'Italia da parte di Giustiniano, avvenuta nel 555 al termine delle guerre gotiche, Reggio divenne capitale del Tema di Calabria e Metropoli religiosa.

Dopo il VI secolo l'amministrazione Greco Romana garantì quattro secoli di sostanziale stabilità economica e culturale. La lingua parlata a Reggio, così come in tutto il Sud della penisola e in Sicilia, era il greco. Gli scambi commerciali e i viaggi dei reggini verso l’Oriente erano all'ordine del giorno, così come avveniva tra le terre siciliane e il resto dell'impero romano. Molti Santi calabresi furono ospiti dei monasteri greci dell'Athos e della corte imperiale a Costantinopoli.

Dal VII secolo iniziano le incursioni arabe sulle coste, che nel corso di un secolo provocheranno lo spostamento verso le colline di molti abitanti della costa ionica con lo spostamento dei centri abitati in zona montana facilmente difendibile. Sorgeranno così le acropoli di Bova, Gerace, Stilo.

Le aree rivierasche verranno ripopolate solo dalla fine del '700.

Al contrario, Reggio, fortificata con un castello, una cinta muraria e diversi avamposti sulle colline, rimarrà città di mare, nonostante i ripetuti attacchi e le temporanee occupazioni, a testimonianza dell’interesse strategico per il controllo militare dello Stretto, e della sua importanza come porto commerciale.

Dalla metà del IX secolo la Sicilia, conquistata dagli Arabi, verrà a trovarsi di fronte alle terre dell'impero Romano, ma i commerci e gli scambi culturali continueranno.

Nel 1060 i Normanni la sottrassero per sempre ai Greco Romani, portandola progressivamente nell'ambito culturale latino sotto l'impulso papale che intendeva estendere il proprio potere sull'intera penisola. Nonostante ciò la cultura greca è sopravvissuta fino ai giorni nostri, la prevalenza dell'ortodossia orientale si è conservata fino al 16° secolo, quando, intorno al 1570, il rito greco fu abolito con la forza. Inoltre, fino al 1570 circa, i monasteri reggini e in particolare il monastero di San Nicola di Calamizzi, produssero una grandissima quantità di manoscritti conosciuti in tutto il mondo per la loro straordinaria qualità (stile o grafia di Reggio).

Purtroppo la città fu spogliata di queste opere, che oggi sono custodite nella Biblioteca apostolica Vaticana a Roma, nella Biblioteca Marciana a Venezia, nella Biblioteca nazionale Austriaca di Vienna, presso il Monastero Sacro di San Giovanni il Teologo a Patmos ed in altre biblioteche nel mondo.

Tramite alterne vicende finì sotto il controllo delle casate spagnole degli Aragonesi e degli Angioni e nel 1282 durante i Vespri Siciliani si schierò al fianco di Messina e delle altre città della Sicilia orientale, con cui condivideva storia, interessi commerciali e culturali, nella rivolta anti-angioina con le forze aragonesi. Successivamente la città venne assegnata al Regno di Napoli nel XIV secolo e ottenne nuovi poteri amministrativi di larga base comunale.

Nel 15° e 16° secolo grazie all'introduzione dell'industrie della seta e dell'agrumicoltura, all'industria dei metalli, alla nascita della stampa tipografica, all'oreficeria, e allo sviluppo dei commerci, si ebbe un lungo periodo di benessere, che continuò, nonostante la cacciata degli ebrei nel 1515, fino alla fine del 1500.

Nei secoli 17°e 18° le frequenti incursioni barbaresche, le epidemie e l'oppressivo fiscalismo della dominazione spagnola portarono Reggio a una decadenza che culminò con il disastroso terremoto del 1783. Il sisma infatti danneggiò gravemente la città e tutta la Calabria meridionale.

Nel 1806 Napoleone occupò la città, destinandola a ducato e a suo quartier generale. Le idee napoleoniche ebbero grandi effetti nella Reggio liberale, al punto da porla al centro di alcuni avvenimenti precursori del moti del 1848, già nel 1847 i rivoluzionari Gian Domenico Romeo e il figlio Stefano tentarono di strappare la città ai Borbone finendo uccisi. Durante quegli anni molti nobili e popolani furono condannati a morte o all'esilio.

La città fu anche protagonista nella spedizione dei Mille, all’alba del 21 agosto 1860 si svolse la Battaglia di Piazza Duomo, all'esito della quale Giuseppe Garibaldi conquistò la città. Il sindaco della città Bruno Antonio Rossi fu dunque il primo del Regno a proclamare la fine del dominio di Francesco II e l'inizio della dittatura del generale Garibaldi. Il quale, a ricordo della battaglia, scrisse:

«Un piede è posto al fin sulle ridenti sponde di Reggio e di novella gloria ornarla fronte gli argonauti invano spesseggian folti incrociatori e invano oste nemica numerosa, il dito di Dio conduce la tirannicida falange e oste e baluardi e troni son rovesciati nella polvere e riede sulle ruine del delitto il santo dell'uom diritto e libertade, e il cielo alla redente umanità sorride.»

(Giuseppe Garibaldi)

Età contemporanea e storia recente

Spartiacque nella storia recente della città fu il 28 dicembre 1908, quando Reggio subì uno degli eventi più catastrofici del XX secolo, il terremoto e maremoto che raggiunse magnitudo 7,1 e investì con onde altissime Reggio e Messina distruggendo, devastando e uccidendo nella sua furia qualsiasi cosa incontrasse, solo nella sponda reggina provocò la morte di circa 30.000 persone.

Subito dopo iniziò la ricostruzione della città odierna, con canoni moderni e classica pianta quadrata.

Durante il fascismo la città ospitò diverse strutture militari strategiche per il regime e fu visitata da Mussolini nel 1939. Ciò comportò che le forze Alleate, fra maggio e settembre 1943 dovettero pesantemente bombardare l'abitato per aprire la strada alle truppe dell’8a Armata britannica, in particolare rasero al suolo i quartieri di Santa Caterina, Arangea, Tremulini e Sbarre uccidendo circa 4 000 civili.

Dopo la seconda guerra mondiale la città è cresciuta notevolmente, quasi raddoppiando la sua popolazione fino ai circa 200.000 abitanti, accogliendo molti abitanti del circondario.

Nei primi anni settanta a Reggio si ebbero sconvolgimenti di carattere amministrativo a seguito dei violenti disordini di piazza dovuti alla rivendicazione dello status di capoluogo regionale, che per effetto del nuovo statuto ordinario regionale era stato assegnato a Catanzaro. La cessazione dei disordini fu raggiunta con un compromesso che prevedeva lo divisione delle sedi istituzionali, il governo regionale insediato a Catanzaro, con sede nel Palazzo denominato Cittadella che ospita la Giunta, la Presidenza e gran parte degli uffici amministrativi, mentre il Consiglio regionale venne posto a Reggio Calabria presso Palazzo Campanella.

Verso la fine degli anni '80 ha inizio una timida ripresa della città grazie ad alcuni importanti interventi del governo centrale e del sindaco Italo Falcomatà, il quale, con straordinaria forza d'animo e l'esortazione a "re-innamorarsi di Reggio", riempì gli animi dei cittadini, dando vita ad un periodo di rinascita, avviato con il completamento di diverse opere rimaste incompiute, la lotta al degrado urbano e la creazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo del settore turistico.

Inoltre il governo centrale approvò in favore della città il cosiddetto Decreto Reggio che prevedeva degli importanti stanziamenti di fondi per Interventi urgenti per il risanamento e lo sviluppo della città di Reggio Calabria.

Nel 1982 l'Università degli studi di Reggio Calabria (nata nel 1968) diventa università statale, ed oggi prende il nome di Università degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria e sulle colline di Feo di Vito, a ridosso della città, è stata edificata la Cittadella Universitaria che accoglie tutte le strutture didattiche ad amministrative. 

Il processo avviato, sul finire degli anni '80, porterà negli anni novanta, la città a una ripresa socio-culturale. In particolare sono portati a termine i lavori (fermi da più di venti anni) sul lungomare, ammirato e decantato da Gabriele D'Annunzio come "il più bel chilometro d'Italia". Purtroppo la cosiddetta primavera di Reggio si esaurì con l'inizio del nuovo secolo, nonostante il primo decennio veda la nascita di una prima embrionale industria turistica la città, sempre più asfissiata dalla criminalità organizzata, ha iniziato negli anni 2010-2020 uno dei suoi periodi più bui, i cui emblemi negativi sono stati lo scioglimento per contiguità mafiosa il 9 ottobre 2012, a cui seguì l'invio di una commissione prefettizia, l'ultima posizione ottenuta nel 2015 nella classifica nazionale sulla qualità della vita, quale città d'Italia peggiore per il Sole 24 ore, l'incombente dissesto finanziario del comune e la grave crisi nel processo di raccolta e trattamento dei rifiuti che ha comportato all'abbandono dei rifiuti lungo le strade cittadine.

La città

Nel corso dei secoli alcuni eventi distruttivi, sia naturali che causati dall'uomo, hanno profondamente cambiato l'aspetto di Reggio Calabria, che oggi si presenta come una città moderna principalmente per effetto delle ricostruzioni avvenute dopo il sisma del 1908. Molte opere d'arte ed edifici realizzati nei secoli precedenti sono andati perduti, tuttavia la città conserva esempi monumentali di pregio e antiche vestigia che testimoniano la sua storia.

Il centro storico è in prevalenza caratterizzato da palazzi in Stile liberty, senza soluzione di continuità. Si trovano anche esempi di architettura neogotica come la Villa Genoese Zerbi, affacciata sul lungomare e con un vasto giardino interno.

In stile neoclassico sono il teatro Francesco Cilea e il Duomo, ricostruito secondo uno stile neoromanico-ecclettico con un'ampia scalinata e tre portali d'ingresso. In stile eclettico è il Palazzo Mazzitelli. Altri luoghi d'interesse sono la chiesa di San Giorgio al Corso in stile razionalista e la Casa del Fascio, che oggi ospita la sezione staccata del TAR della Calabria.

Diversi sono anche gli edifici in stile moderno come la Torre Nervi, il Palazzo di Vetro di Sant'Anna, il centro direzionale cosiddetto Palazzo CE.Dir., il nuovo Palazzo di Giustizia ancora in costruzione e la Cittadella universitaria. In stile futurista si rinviene in particolare Palazzo Campanella.

Circa a metà del corso principale si trova la via Giudecca, quasi interamente rivestita con un marciapiede mobile provvisto di copertura in vetro, che permette di raggiungere senza difficoltà la parte alta e la parte bassa della città.

Sempre nel quartiere Pentimele è presente il Palazzo Serpentone (in precedenza sede della Scuola superiore della Pubblica Amministrazione), un complesso di edifici interamente curvilinei che ricordano un serpente.

Nel contesto urbano, inoltre, emergono alcune vestigia storiche di rilievo quali il Castello Aragonese, in parte distrutto dal tempo e dall'uomo, che si colloca nella parte alta della città: la sua struttura originaria era composto da quattro torri e un fossato, mentre oggi restano soltanto le due torri esposte a sud-est ed è sede di esposizioni temporanee. In origine la cinta muraria della fortezza racchiudeva anche la Chiesa dogli Ottimati, importante chiesa normanno-bizantina del X secolo in perfetto stato di conservazione, nelle immediate adiacenze ospita il collegio dei gesuiti che l'amministrano.

Accanto alla via Giudecca si trova la chiesa di S. Maria della Cattolica, meglio conosciuta come Cattolica dei Greci, riedificata nel 1876 in stile neoclassico: è la concattedrale cittadina ed è amministrata dal protopapa cittadino. Del 1691 è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, anche nota come chiesa della Graziella, opera in barocco calabrese sopravvissuta a due devastanti terremoti.

La città ricalca una costruzione a pianta greca ed è attraversata da alcune vie trasversali che ne caratterizzano lo sviluppo, in particolare, nella costa prospiciente il canale di Sicilia è stato edificato il lungomare Falcomatà, una passeggiata di circa 2 km sviluppata su tre livelli. Data la sua ampiezza, all'interno si collocano diverse strutture come l'Arena dello Stretto, collocato al centro della passeggiata a mare.

Nel livello intermedio, attraversabile sia a piedi sia con mezzi di trasporto, sono ubicate tre delle principali strutture di trasporto cittadini: da nord verso sud, si trova il porto, rimodernato nel 2018, che ospita i collegamenti veloci con la Sicilia tramite aliscafi e traghetti. A pochi metri dal porto è collocata la stazione Lido, che permette di usufruire della metro Tamburello che collega il territorio metropolitano da Rosarno a Melito Porto Salvo.

All'estremo sud si colloca la stazione Centrale, principale scalo ferroviario della città, permette di accedere alla metropolitana, di usufruire dell'interscambio con bus metropolitani, di linea e taxi ed è servita da collegamenti ferroviari a lunga percorrenza (ferrovia ionica e tirrenica) e ad alta velocità (ferrovia tirrenica).

Nel terzo livello, noto anche come via Marina alta, si sviluppa un'area verde integrata nel tessuto urbano che ospita diverse piante e alberi rari. Al suo interno sono presenti ben tre siti archeologici, nella zona nord è stata ricostruita una tomba ellenistica con annessa area sacra.

Spostandosi in direzione sud si trovano, a breve distanza tra loro, le mura greche, resti delle fortificazioni difensive cittadine e le terme romane, ruderi di uno tra gli otto impianti termali presenti in città in epoca Romana, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.

Il sito delle terme romane è tra le poche testimonianze giunte ai giorni nostri del periodo in cui la città di Rhegium Julium fu Civitas Confoederata di Roma e prosperoso Municipium dell'impero romano in Magna Grecia: probabilmente l'area interessata dall'impianto termale è di gran lunga più estesa della zona visitabile del sito stesso.

Nel centro città, parallelamente al lungomare, vi è il corso Vittorio Emanuele III, lunga arteria interamente pedonale caratterizzata da un sistema a piazze nevralgiche nelle quali si affacciano alcuni dei più importanti edifici cittadini.

Da nord, la prima è piazza De Nava, di fronte alla quale si trova il Museo Archeologico Nazionale, proseguendo s'incontra piazza San Giorgio, prospiciente l'omonima chiesa, per arrivare subito dopo nel centro ove si trova piazza Italia, nella quale si concentrano quattro delle principali istituzioni cittadine: il teatro Francesco Cilea, Palazzo San Giorgio, la casa comunale, il Palazzo della Prefettura e Palazzo Alvaro, sede della Città metropolitana.

Da considerare che presso il teatro è ospitata la Pinacoteca Civica con una notevole collezione di opere d'arte, tra cui due tavole rinascimentali di Antonello da Messina risalenti a metà '400. La piazza ospita inoltre degli scavi ipogei, visibili anche dall'alto grazie a lucernai che si affacciano direttamente sulla piazza e narrano la millenaria storia di Reggio.

Successivamente si giunge a piazza Camagna, caratterizzata da una scalinata monumentale che porta al Castello. Immediatamente dopo si trova piazza Duomo, interamente restaurata, nella quale si affaccia la Cattedrale cittadina e la casa natale di Umberto Boccioni.

Nella parte finale si colloca la villa comunale Umberto I, un insieme di giardini pubblici polmone verde della città, e piazza Garibaldi, attualmente in fase di riqualificazione, sulla quale si affaccia la stazione Reggio Calabria Centrale.

In verticale la città, essendo ubicata su di un terreno collinare-montuoso, è attraversata dalle c.d. vie cannocchiale, la cui particolarità è che dalla cima è possibile vedere, come se si stesse guardando da un cannocchiale, lo Stretto e gran parte dell’abitato, in una visione particolarmente suggestiva.

La città si caratterizza altresì per diverse piazze, centri di aggregazione della cittadinanza, che, come visto in precedenza, in gran parte si collocano lungo il corso Garibaldi.

   

Musei

Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria

Piazza De Nava, 26 

89123 Reggio di Calabria (RC)

Tel. +39 0965 61 39 88 (Centralino) 

+ 39 320 71 76 148 (Biglietteria) 

www.museoarcheologicoreggiocalabria.it

Le visite saranno contingentate per gruppi di 10 persone al massimo e scaglionate ogni 20 minuti, in turni dalle ore 9.00 alle 20.00 (con ultimo ingresso alle 19.00), nei giorni di apertura al pubblico, dal martedì alla domenica, esclusivamente su prenotazione.

Sarà possibile prenotare sul sito web istituzionale del MArRC (a questo indirizzo http://www.museoarcheologicoreggiocalabria.it), sul sito web del concessionario che gestisce i servizi aggiuntivi, all'indirizzo http://www.info@koresrl.it, oppure chiamando il numero di telefono: 320.7176148, o direttamente presso il desk di biglietteria del Museo. Sarà anche possibile acquistare direttamente il biglietto online.

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, o Museo nazionale della Magna Grecia, è uno dei musei archeologici più prestigiosi ed importanti d'Italia, in quanto ospita molteplici e significative testimonianze delle colonie della Magna Grecia. Il Museo è ospitato in un edificio progettato da Marcello Piacentini (di cui prende il nome), uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa.

Il palazzo, realizzato tra il 1932 ed il 1941, è considerato una delle opere più significative tra gli edifici costruiti per scopo museale. Inaugurato nel 1959, il museo è stato nel corso del tempo oggetto di trasformazioni di grossa portata, quali: l'allestimento, nel 1981, della Sezione di archeologia subacquea, e la realizzazione del settore al secondo piano dedicato alle colonie della Magna Grecia. 

Il museo custodisce ricche collezioni archeologiche con materiali di scavi da siti della Calabria e della Basilicata, i quali sono importanti per chi vuole avvicinarsi alla cultura antica di questa parte della Magna Grecia.

I Bronzi di Riace sono certamente la principale attrazione turistica e i protagonisti indiscussi della "grande narrazione" museale. I due capolavori dell'arte greca antica del V secolo A.C. daranno loro il benvenuto ai visitatori fin dal primo momento del loro ingresso al Museo, salutandoli dalle ampie vetrate da cui si affacciano su Piazza Paolo Orsi dalla Sala loro dedicata, in un invito a un imperdibile e indimenticabile viaggio nella Calabria antica.   

 Museo San Paolo

Sede Espositiva 

Palazzo della Cultura 

Via Emilio Cuzzocrea n.° 48

89128 Reggio Calabria

Tel./Fax: 0965/892426

Mail: info@museosanpaolo.it

http://www.museosanpaolo.it

Apertura su prenotazione 

Ingresso gratuito

Il Piccolo Museo San Paolo, vanta una prestigiosa collezione di icone di varia provenienza risalenti ai secoli compresi tra il XIV e il XX, in aggiunta alle tele attribuite ad Antonello di Saliba, esponente della scuola di Antonello da Messina, Antonino Cilea, Giovanni Bellini, Guido Reni, Lorenzo Lotto e un bozzetto raffigurante Mosè attribuito a Raffaello.

Inoltre, il Museo dispone di una collezione prestigiosa di argenti e opere di arte orafa di provenienza napoletana e siciliana risalenti al Seicento e al Settecento: in particolare, sono pregevoli i pezzi di stampo sacro, come un cofanetto reliquiario figurato con edicole contenenti la Crocifissione e Santi, spiccano anche un ostensorio d'argento forgiato da Filippo Juvarra nel 1770 e un cofanetto in avorio riportante l'effigie di Santa Rosalia, risalente al XVII secolo.

Museo Del Bergamotto

Via: Filippini n.° 50 (ospitato all'interno del Mercato Coperto)

89125 - Reggio Calabria

Visite aperte a tutti (su prenotazione)

Per informazioni chiamare: Tel. +39 3881299099 - 3881299098

Un luogo che racconta la storia del bergamotto, l'agrume simbolo della citta' di Reggio Calabria, nonostante si tenda molto spesso ad identificarlo con l'intera regione o, piu' genericamente con il sud Italia. Un percorso fatto di immagini, testi e antichi strumenti che racchiudono gli oltre 300 anni di cultura e tradizioni, legati non soltanto alla valorizzazione del frutto in se' ma anche al ricordo della civiltà contadina e di un mestiere, quello dello "spiritaro", che può essere definito, oggi, a pieno titolo, l'artigiano del bergamotto.

Le stanze del museo ospitano macchine, attrezzi e oggetti vari reperiti in giro per il mondo, ma anche materiale che illustra il processo di estrazione dell'olio essenziale, unico prodotto naturale, utilizzato dalle migliori industrie profumiere, che riesce a fissare il bouquet aromatico dei profumi, rilasciando una fragranza unica ed incomparabile.  

  

MUSTRUMU Museo dello strumento musicale

Viale D. Genoese Zerbi (Pineta)

89123 Reggio Calabria

Tel. /Fax 0965/893233 

http://www.mustrumu.it

Orari di apertura 

Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 12.00 

Prezzo del biglietto 

Intero € 3,50

Ridotto (dai 4 ai 16 anni) € 2,50

Bambini (sotto i 3 anni) Gratis

Nel Museo sono esposti circa 800 strumenti suddivisi nelle 5 famiglie strumentali di idiofoni, membranofoni, aerofoni, condofoni e meccanico-elettrici.

Il museo nasce allo scopo di conservare e valorizzare gli strumenti ed allo stesso tempo studiarli.

Tali strumenti musicali provengono da tutto il mondo. Sono catalogati anche in base alla tradizione musicale di appartenenza: musica etnica, tradizione popolare, tradizione occidentale "colta".

Il Museo è, inoltre, dotato di una ricca biblioteca (i cui volumi sono consultabili presso la sala lettura) di una fonoteca e di un ricco archivio audio-visivo, frutto della ricerca di un trentennio.

Museo Diocesano Mons. Aurelio Sorrentino

Via: Tommaso Campanella, 63 

89127 Reggio Calabria

Tel. +39 3387554386 - Fax + 39 0965 619803

http://www.museodiocesanoreggiocalabria.it

Giorni e orari di apertura 

Da Martedì a Sabato 09.00 - 13.00

E' possibile prenotare aperture straordinarie e visite guidate per gruppi di almeno 15 persone: - telefonando al numero, +39 3387554386 

inviando una mail all'indirizzo di posta elettronica: info@museodiocesanoreggiocalabria.it

Costo biglietti di ingresso 

Intero: € 3,00

Ridotto: € 2,00

Il Museo Diocesano di Reggio Calabria racchiude opere importanti dal punto di vista storicoreligioso ed è sito al pianterreno dell'ala tardo-settecentesca del Palazzo arcivescovile, costruito sulle rovine di un preesistente edificio sorto accanto alla Cattedrale alla fine del XVI secolo. Il percorso narrativo che guida l'esposizione si pone come obiettivo il racconto dell'evoluzione della vita religiosa sul territorio, attraverso la valorizzazione dei beni posti a servizio della missione della Chiesa.

In quest'ottica, si colloca l'intento di restituire all'opera esposta la memoria della sua funzione originaria, in modo da farne emergere i significati simbolici e i nessi altrimenti perduti con la comunità religiosa cui essa appartenne e con lo spazio sacro per il quale fu realizzata.

Nei distinti spazi tematici, organizzati secondo una precisa scansione cronologica, si possono ammirare: il Tesoro delle Cattedrali, che evidenzia l'evoluzione delle forme e delle suppellettili sacre tra il XVI e il XX secolo, il Vescovo Sponsus Ecclesiae, che documenta il significato liturgico e il pregio artistico di alcune insegne episcopali attraverso l'esposizione di croci pettorali e anelli databili tra il XV e il XX secolo, il patrimonio di suppellettili e vesti liturgiche appartenenti alle confraternite reggine, ed oggetti propri del culto dei Santi.     

Museo dell'Artigianato Tessile della Seta, Costume e Moda Calabrese

Via Re Ruggero 9

89121 Reggio Calabria

Telefono 0965/336155

Orari di apertura 

da Lunedi a Martedì 09:00 - 19:00

sabato e domenica chiuso

Il Museo, di proprietà della signora Rosa Furfari è ubicato presso un appartamento di proprietà della direttrice del museo, al primo piano di un edificio del dopo guerra al centro storico della città.

Lo scopo è la valorizzazione e promozione di un patrimonio culturale, quello della seta e della tradizione calabrese in generale, che vanta una storia lunga circa 1000 anni e che ha condizionato in modo forte lo sviluppo dell'economia locale. Esposti nel museo vi sono tessuti, abiti ed accessori raccolti da metà '800 fino ai giorni nostri. I reperti custoditi nel museo testimoniano la tradizione tessile e della seta dal processo di lavorazione iniziale fino al prodotto finito. Trovano inoltre spazio anche gli strumenti di lavorazione degli stessi tessuti.

Museo Etnografico di Reggio Calabria

Via Quattronari 

89134 Reggio di Calabria (RC) 

0965.359450 - 3496193813

Il Museo è stato aperto nel 1986. E' composto da 8 sezioni, la prima è la "Sezione del Presente, dalle attività creative alla storia del gruppo famiglia "I Nuovi Vignaioli", con oltre mille reperti. Nella "Sezione Mostre", che va dal 1960 ad ogg, sono presenti le attività artigianali, scientifiche e culturali, artistiche e organizzative del Prof. Squillace Consolato. Seguono la "Sezione attività umane e dell'amore". la "Sezione attività umane, artigianali e del riposo", la "Sezione attività umane e del territorio Fam. Ebbinge", la "Sezione delle macchine", la "Sezione  del catoju" e la "Sezione internazionale". 

Museo Paleomarino

Via Stretto Giuffrè I, 32

89122 Reggio Calabria 

Telefono: +39 0965/45117

www.museopaleomarino.org

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Il Museo di Biologia Marina e Paleontologia di Reggio Calabria raccoglie le collezioni naturalistiche del territorio e le ricerche scientifiche di Angelo Vazzana, un vero esperto in materia.

Inoltre 30 anni di attività professionale, Vazzana ha documentato il patrimonio vegetale e animale del territorio reggino, con particolare attenzione all'ambiente marino.

Nella sezione di paleontologia si raccolgono, collocati secondo criterio cronologico, i reperti fossili, nella sezione di Biologia marina gli stessi organismi viventi sono presentati nella loro forma attuale. Il percorso museale è corredato da magnifiche foto della costa calabra, definita dagli studiosi "il Paradiso della biologia marina". 

Pinacoteca Civica di Reggio Calabria 

Via Osanna, 6 89125 Reggio Calabria

Tel. +39 0965/324822

Orari di apertura da Martedì a Domenica 09.00 - 13.30 / 14.30 - 19.00

Ingresso Costo Biglietto: 4 € (intero), 2 € (ridotto)

La Pinacoteca di Reggio Calabria, ha sede presso il teatro Francesco Cilea. Espone quadri e tele di particolare rilevanza tra i quali spiccano le tavolette dipinte da Antonello da Messina, opere di Mattia Preti, Giuseppe Benassai e Renato Gattuso; mentre una sezione scultorea è dedicata a busti marmorei ed alle sculture classiche. Demandata ad esporre le raccolte di proprietà del Comune sparse in altri musei ed uffici (tra cui le opere custodite presso il Museo Nazionale della Magna Grecia, presso Palazzo San Giorgio e presso la Biblioteca Pietro De Nava), la Pinacoteca è stata inaugurata dal Presidente della Camera Gianfranco Fini il 26 Maggio 2008. Il progetto di restauro e di allestimento museale è stato curato dal Prof. Arch. Fabio Mariano.

Palazzo della Cultura "Pasquino Crupi"

Apertura: Lunedi - Martedì - Giovedì: 08.30 - 14.30

               Mercoledì - Venerdì - 08.30 - 14.30 / 15.00 - 18.00

               Sabato e Domenica: Chiuso 

i giorni e gli orari di apertura possono subire variazioni

Condizioni di visita : ingresso a pagamento

Via : E. Cuzzocrea, 48 - 89100 Reggio di Calabria (RC)

Il Palazzo della cultura "Pasquino Crupi" è uno spazio per mostre e manifestazioni culturali, allestito in un ex brefotrofio degli anni '30 del Novecento, ospita dal 26 maggio 2016 una ricca collezione permanente di opere d'arte confiscata alla criminalità organizzata in cui vi sono esposti dipinti di importanti maestri del Novecento, come Carrà, Dalì, De Chirico, Campigli, Cascella, Fontana e Ligabue, ma anche tele del Seicento e 15 falsi acquistati, come veri capolavori per centinaia di migliaia di euro. L'autenticità di una piccola parte delle opere è ancora in corso di studio.

Vi è ospitata una collezione Calarco che consta di tele di Bava, Fabon, Marino e altri artisti del '900, soprattutto del panorama calabrese. Da segnalare, una carta corografica della Calabria ulteriore del 1783.

Il Palazzo è intitolato a Pasquino Crupi, intellettuale e mente eccellente calabrese, mentre ad altre personalità di spicco del luogo saranno dedicate alcune sale, come per esempio Saverio Strati e Adele Cambria. Guttuso, De Chirico, Dalì, Fontana, Sironi, Carrà, Bonalumi, Ligabue sono solo alcuni dei nomi illustri che compongono questa collezione ricca di significato non solo culturale e artistico, ma anche sociale. Le opere sono state recuperate nel 2010 e sono state conservate nei caveau della Banca d'Italia per circa quattro anni e prima di giungere nella loro collocazione definitiva sono state esposte nella mostra Arte torna Arte presso Palazzo Piacentini  sede del Museo nazionale della Magna Grecia), quando il Palazzo della Cultura non era ancora stato completamente ristrutturato. Le opere auteniche saranno conservate nella sala Mattia Preti, pittore seicentesco nativo di Taverna (CZ), il falsi nelle sale dedicate a Giuseppe Fantino e Mario La Cava e quelle ancora in fase di studio da parte della Sovrintendenza nella sala Fortunato Seminara. Non solo l'arte contemporanea confiscata è esposta negli oltre quattromila metri quadrati di superficie del museo: vi sono anche la collocazione "San Paolo" di icone russe, un'opera attribuita nientemeno che all'enigmatico Antonello da Messina, ovvero un San Giorgio con il volto sfregiato, e un bozzetto di Raffaello. Il Palazzo della Cultura ospiterà anche una biblioteca dove verranno conservati i testi del XVIII e XIX secolo della collezione del senatore Guglielmo Calarco donata al comune di Reggio Calabria.

Parchi Archeologici

Mura Greche

Per visitare il sito contattare l'associazione IN.SI.DE. 

Tel. 3661019145

E' possibile effettuare visite di gruppo previa prenotazione ai contatti indicati.

Percorrendo il Lungomare Falcomatà, all'altezza di Piazza Camagna, ci si imbatte nel più esteso tratto di cinta muraria ellenistica di Reggio, recintato da una cancellata in ferro battuto. Anche se denominate "greche" queste mura sono in realtà frutto del circuito murario cittadino che nel corso del tempo è stato restaurato innumerevoli volte, soprattutto dopo il violento sisma del 1783. 

Edificate in mattoni cotti di cui non è rimasta quasi traccia, le mura poggiano su fondazioni in pietra tenera locale. La cinta muraria era costituita da un muro a doppia cortina, i cui vuoti venivano riempiti di terra e pietrisco e sui quali veniva innalzato il muro vero e proprio, fatto con blocchi isodomi di arenaria locale, disposti su due file parallele con tratti perpendicolari. 

 Terme Romane   

Per visitare il sito contattare l'associazione IN.SI.DE.

Tel. 3661019145

E' possibile effettuare visite di gruppo previa prenotazione ai contatti indicati.

Poste nella parte finale del lungomare Falcomatà e rinvenute durante i lavori di ricostruzione successivi al terremoto del 1908, le Terme romane rappresentano uno dei monumenti più celebri della città di Reggio Calabria. Considerate le dimensioni, questo settore di terme faceva parte con ogni probabilità di un edificio privato. I resti rivelano più fasi edilizie e per lungo tempo furono coperti da un torrione della cinta muraria spagnola - il Bastone di San Matteo - che ne garantì la parziale conservazione. Dall'impianto originario oggi sono visibili: una vasca ellittica per bagni caldi preceduta da una serie di ambienti riscaldati - tepidarium e calidarium - una vasca quadrata per bagni freddi ed un piccolo spogliatoio semicircolare pavimentato a mosaico in bianco e nero. 

A causa dell'emergenza Covid - 19, tutte le visite sono momentaneamente sospese.   

L'Ipogeo di Piazza Italia

Per visitare il sito contattare l'associazione IN.SI.DE. 

Tel. 3661019145

E' possibile effettuare visite di gruppo previa prenotazione ai contatti indicati.

I ripetuti scavi effettuati tra il 2000 e il 2005 nell'area sud - orientale di Piazza Italia hanno portato alla luce un sito di notevole interesse storico - archeologico, che testimonia come la zona sia sempre stata al centro delle attività commerciali della città. Nello spazio di sei metri sono riconoscibili undici fasi di edificazione,  dall'età greca fino ai primi anni del XIX secolo.

Parco Archeologico Griso - Laboccetta

Via del Torrione, 89125 - Reggio Calabria

Anticamente compreso nello spazio che oggi corrisponde ai quattro isolati tra le vie Tripepi, Aschenez, Palamolla e XXIV Maggio, il Santuario Griso Laboccetta, così definito dagli antichi proprietari dei terreni su cui sorgeva, rappresenta il più imprtante della Reggio greca.

I primi ritrovamenti archeologici in questa zona risalgono alla fine del 1800 quando, in occasione di alcuni scavi venne alla luce un gran numero di pezzi archeologici esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio. Gia' nel VI secolo a.C. è accertata la presenza di un santuario molto importante dedicato a Demetra in questo sito fuori dalle mura. Verso la metà del IV secolo a.C. l'area viene integrata entro il nuovo circuito allargato delle mura cittadine. 

Il Castello Aragonese

Piazza Castello

Reggio Calabria

Giorni e orari di apertura dal Lunedi al Venerdì

Mattina:  09.00 - 13.00 (Ultimo Ingresso ore 12.30)

Pomeriggio: 15.00 - 19.00 (Ultimo Ingresso ore 18.30)

Sabato e Domenica - Chiuso

L'accesso al Castello avviene tramite prenotazione alla seguente mail:

castelloaragonese@reggiocal.it

Oppure al numero di telefono 0965/21392

dal Lunedi al Venerdì dalle 08.30 alle 12.30

Biglietti: Intero € 2,00 Ridotto (residenti) € 1,00

Contatti Tel. (+39) 0965/3622183 e-mail: castelloaragonese@reggiocal.it

Insieme ai Bronzi di Riace e al Museo Archeologico Nazionale, il Castello Aragonese è considerato uno degli emblemi della città. Nonostante venga definito "aragonese", la sua fondazione risale in realtà all'epoca bizantina, tra il IX e l'XI secolo, quando Reggio divenne capitale del Thema di Calabria. Punto strategico di difesa della città, la fortezza fu nel corso dei secoli dominio di Bizantini, Normanni, Svevi e Angioini, che di volta in volta apportarono alcune modifiche. Fu però in epoca spagnola, per volere di Re Ferdinando I d'Aragona, che la struttura subì un radicale cambiamento con l'aggiunta delle due imponenti torri circolari merlate che le conferirono l'aspetto attuale e la denominazione "aragonese". La parte più antica della costruzione fu demolita dopo il terremoto del 1908 per consentire l'apertura di alcune strade cittadine. 

Testimone delle vicende storiche della città dal medioevo ad oggi, il Castello Aragonese fu conquistato da Garibaldi il 21 Agosto del 1860.  

 

Mura Ellenistiche Della Collina Degli Angeli

Via Villini Svizzeri, 33

89126 Reggio Calabria

La polis Rhegion, così come la maggior parte delle colonie della Magna Grecia, era cinta da mura a protezione della città. Il Parco Archeologico della Collina degli Angeli rappresenta forse la più antica testimonianza di queste opere murarie di difesa giunta fino a noi. Il tratto della cinta muraria in località Collina degli Angeli, che trova uno stringente confronto nel muro di cinta della città greca di Gela in Sicilia, risale alla fine del V secolo a.C. e fu messo in luce nel 1976 nel corso di alcuni lavori edili. Realizzato interamente in mattoni crudi, con terra scura impastata con paglia e detriti ceramici, è lungo circa 15 metri, ha uno spessore di oltre 4 metri e in tempi antichi correva lungo la cresta di una delle dorsali collinari che chiudono a ventaglio la città. Altri resti murari rinvenuti più a sud, in località Trabocchetto, sembrano costituire la prosecuzione dell'impianto sito in Collina degli Angeli.    

Scavi di Piazza Garibaldi

Alla fine di Aprile 2016, proprio mentre veniva aperto il museo archeologico, è stata ritrovata una tomba romana risalente al I secolo d.C. in seguito ai primi scavi per la creazione di un parcheggio sotterraneo nell'angolo Nord - Est di Piazza Garibaldi. I lavori della Soprintendenza per i Beni Archeologici sono ancora in una fase iniziale. Durante i primi scavi sono state ritrovate anche diverse anfore, piatti e monete ricollegabili in vario modo all'epoca del ritrovamento principale della tomba. 

Il 9 Maggio 2016, in seguito ad un nuovo saggio nella zona antistante la stazione centrale è stato ritrovato un basamento presumibilmente ricollegabile all'età del primo reperto. 

L' Odeon o il Bouleuterion

Degli scavi effettuati nel 1922 da Paolo Orsi tra via del Torrione, via Tripepi, via XXIV Maggio e via San Paolo, sono venuti alla luce i resti di una struttura pubblica situata all'interno delle mura di cinta, ad un centinaio di metri dall'area sacra del fondo Griso - Laboccetta. 

Essa fu inizialmente identificata dall'archeologo come l'Odeon della città - edificio simile ad un teatro di modeste dimensioni dedicato a esercizi di canto, rappresentazioni musicali e concorsi di poesia e musica - mentre oggi va consolidandosi la teoria che si tratti dei resti del Bouleuterion o l'Ekklesiasterion, l'edificio per le riunioni dell'assemblea popolare, dunque non è improbabile che proprio qui sia avvenuta l'assemblea voluta da Timoleonte e dagli strateghi rhegini nel 344 a.C. 

I resti risultano databili tra il IV e il III secolo a.C. e dell'edificio rimane molto poco in vista.

Tomba Ellenistica Lungomare Falcomatà

E' una tomba a camera che molto probabilmente ospitava le spoglie mortali di un uomo o di una donna facoltosi. E' stata riportata alla luce durante gli scavi per realizzare le fondazioni del Museo Nazionale della Magna Grecia. In questa occasione la tomba venne spostata dal sito originario per essere posta nella collocazione attuale. L'unica ipotesi formulata riguardo a tale bene, sostiene che i massi isodomi con cui è stata costruita la tomba fossero stati asportati dalla cinta muraria di Reggio, ipotesi che non trova fondamento per la discontinuità del formato dei blocchi delle fortificazioni e per l'assenza di possibili marchi di cava. 

Parco Archeologico di Pellaro

Non solo mare e vento, Pellaro è la capitale calabrese del kitesurf, ma è anche un sito archeologico di notevole prestigio per aver restituito numerose testimonianze di una ininterrotta frequentazione che va dal VI sec. a.C. alla tarda età imperiale.

La storia del parco archeologico Occhio di Pellaro inizia nel 1975, quando in occasione di alcuni scavi per la costruzione di un edificio furono rinvenute due tombe a camera databili tra il II - I secolo a.C. e altri reperti tra cui una moneta bronzea reggina. Gli scavi successivi permisero poi di riportare alla luce alcuni ambienti datati III - II secolo a.C. altre sepolture di età arcaica - incluse due urne cinerarie - e una fornace. L'attività archeologica ha permesso di appurare l'importante cambio di uso del luogo tra l'età arcaica e quella ellenistica, da necropoli a sito residenziale e artigianale, come testimoniato dalla presenza di una grande vasca pavimentata collegata alla lavorazione di laterizi.  

Parco Archeologico di Motta S. Agata

Via Comunale S. Lorenzello, 137

89133 Reggio Calabria  

Apertura su prenotazione 

Biglietti € 3,00 

Tel. (+39) 3478337830 - 3319052973

e-mail: valeriavara1@gmail.com

http://ww.prolocosansalvatore.rc.it

L'area archeologica di Motta Sant'Agata si trova sulle colline di Reggio Calabria, precisamente tra i borghi di Cataforio e San Salvatore, 400 m. s.l.m. Fu il complesso di difesa più importante dei dintorni di Reggio, secondo alcuni storici esistente già in epoca protostorica, ma fiorente a partire dall'epoca bizantina. Difficile stabilire esattamente quando e da chi fu fondata. Certo è, che grazie ad alcuni rinvenimenti archeologici - tombe, ceramiche e monete si è certi dell'esistenza di Sant'Agata sin dall'età greca e romana. Durante il medioevo, in seguito alle incursioni dei saraceni, fu rifugio contro le razzie degli arabi, che riuscirono ad impossessarsi della città intorno al 921 - 924 e nel 976 - 977. Poche notizie si hanno relativamente al periodo normanno e svevo, mentre da numerosi documenti sappiamo che nel periodo angioino fu immune al giogo feudale e godette dell'autonomia municipale sia dalla vicina Reggio che da altri feudi.

Il 5 febbraio del 1783 un terribile terremoto distrusse quasi completamente l'antica città.

Oggi, a distanza di quasi 250 anni, sui muri superstiti della chiesa di S. Basilio è ancora visibile un frammento di stemma nobiliare e, dietro un archivolto all'interno del tempio, altre tracce di affreschi. Della protopapale di San Nicola, conosciuta anche come la la Cattolica, si conservano invece i possenti muri perimetrali, l'abside, la cripta e numerose tombe poste al di sotto del pavimento. Alle sue spalle, nel punto più alto si ergeva il castello.    

Teatri di Reggio Calabria


Teatro Comunale "Francesco Cilea"

Indirizzo:89125 Reggio Calabria (RC)

Telefono: 0965/312701 

Provincia: Provincia di Reggio Calabria

Il teatro comunale Francesco Cilea di Reggio Calabria è intitolato alla memoria del compositore calabrese, nato a Palmi, Francesco Cilea.

Con una capacità di 1500 posti è il teatro più grande in Calabria.

I locali a piano terra (che si affacciano sul Corso Garibaldi) per molti anni furono adibiti ad uffici e ritrovi, i seminterrati furono invece utilizzati per convegni e mostre.

Le linee esterne sono ispirate all'architettura classica per volere del sindaco Giuseppe Valentino, infatti egli volle che tra i tanti edifici di Reggio, ve ne fosse qualcuno che riprendesse le forme architettoniche dell'antica città magnogreca.

La grande sala, di stile ottocentesco, ha forma a ferro di cavallo, vi sono tre ordini di palchi ed un loggione, divisi da un ampio palco reale posto al centro.

Al primo piano il teatro ospita la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria che espone pregiate opere pittoriche acquisite dall'antico museo cittadino grazie a lasciti, donazioni e acquisti.

Storia

La costruzione fu realizzata, grazie all'ora ministro Giuseppe De Nava ed al sindaco Giuseppe Valentino (Sindaco della ricostruzione dopo il terremoto del 1908) in varie riprese, su progetto degli ingegneri Domenico De Simone e Laviny. L'inaugurazione avvenne nel 1931.

Nel secondo dopoguerra la sala del Teatro Cilea viene ampliata, viene data nuova forma alla linea dei palchi, il soffitto diventa sontuoso e imponente, ed il boccascena con la nuova cavea per l'orchestra molto elegante; il Cilea diviene così una struttura tra le più belle e funzionali d'Italia e viene reinaugurato dal sindaco Domenico Mannino il 25 febbraio del 1964 con l'opera "Il Trovatore" di Giuseppe Verdi.

La gestione della struttura viene affidata fin dall'inizio in concessione alla "SAR di Paolo e Francesco Montesano" e per oltre un ventennio, la struttura accoglie compagnie di prosa, varietà e teatrali, che vantavano i più bei nomi del panorama artistico italiano ed internazionale del dopoguerra. Nel 1985 la commissione di vigilanza della prefettura dichiara inagibile parte del teatro, più precisamente tutto il settore dei palchi, per necessari radicali lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle più recenti norme antincendio. 

La struttura rimase operativa fino al 1994 con agibilità limitata e finalmente nel 1996 vennero iniziati i necessari lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative, che, dopo quasi diciotto anni, restituirono il Teatro Comunale Cilea alla città di Reggio, pronto a proseguire sulle orme degli anni sessanta la sua gloriosa tradizione artistica e culturale, accogliendo gli artisti più importanti di questo primo scorcio del XXI secolo.   

Piccolo Teatro della Scaletta

Indirizzo: Via Manfroce II trav. De Nava, 5

89122 San Brunello, Reggio Calabria (RC) 

Telefono: 3409783745

www.localgymsandfitness.com

Il Piccolo Teatro della Scaletta è un teatro ma anche uno spazio culturale aperto, libero e pronto ad ospitare eventi artistici. 

Il Piccolo Teatro della Scaletta aspira a divenire centro culturale aperto a tutti i reggini interessati a condividere idee, pensieri ed esperienze; vera fucina di idee innovative e progetti creativi. Esso vuole qualificarsi come spazio di avanguardia e luogo di rinnovamento dei linguaggi artistici, offrendo occasioni di aggregazione ed integrazione, sviluppando talenti e coltivando la bellezza nella musica, nel teatro, nella danza e nella letteratura.

Arena dello Stretto "Ciccio Franco"

Lungomare Falcomatà (RC)

Indirizzo: 89125 Reggio Calabria (RC)

Provincia: di Reggio Calabria

L' Arena dello stretto è un teatro di costruzione moderna, a imitazione degli antichi teatri greci, situato sul lungomare Falcomatà a Reggio Calabria, nel punto in cui prima del terremoto del 1908 sorgeva il Molo di Porto Salvo.

Catonateatro 

Catonateatro è una manifestazione teatrale di Reggio Calabria, che si svolge ogni estate presso l'Arena "Alberto Neri", sita lungo il lungomare del quartiere Catona. Gestita dalla Cooperativa Polis Cultura.

   

    

 

   

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